Angioplastica carotidea e stenting
- agricibus
- 6 ago 2019
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 11 ott 2020
L'angioplastica carotidea è una procedura non invasiva di Interventistica Radiologica che consente di rimuovere ostruzioni presenti nelle carotidi, le due principali arterie del collo che portano il sangue dal cuore al cervello.

L'angioplastica carotidea e lo stenting sono procedure recenti, ma già ampiamente consolidate nella pratica medica. Sostituendo l'intervento chirurgico, consentono di pulire e liberare le arterie carotidi da accumuli di grasso che ostacolano il passaggio del sangue e possono ridurre il flusso di ossigeno al cervello, causando l'infarto cerebrale anche noto come ictus.
La procedura prevede l'inserimento di una sottile cannula (catetere) all'altezza dell'inguine, nell'arteria femorale. L'intervento avviene in anestesia locale, per permettere al paziente di riferire le proprie sensazioni durante la procedura. Il catetere viene guidato tramite immagini radiografiche fino al punto occluso dalle placche. Successivamente, si procede alla dilatazione del tratto malato e al posizionamento di un tubicino in rete metallica (stent), fatto di materiale compatibile con l'organismo umano. Lo stent viene rilasciato nella parte del vaso sanguigno soggetta a restringimento per proteggere le pareti delle arterie ed evitare che tornino a chiudersi.
Il trattamento è indolore perchè eseguito in anestesia locale. La durata della procedura è di circa 1-2 ore e la dimissione avviene normalmente il giorno successivo all'intervento. .



L'Evoluzione degli Stent Biodegradabili: Una Rivoluzione Silenziosa nella Cardiologia Interventistica
Eccellente approfondimento sugli stent biodegradabili! Questa tecnologia rappresenta davvero il futuro della cardiologia interventistica. Ciò che molti non sanno è che i primi prototipi di stent biodegradabili risalgono agli anni '90, ma solo negli ultimi decenni abbiamo assistito a progressi significativi nella bioingegneria dei materiali.
Un aspetto particolarmente interessante è l'utilizzo di polimeri come l'acido polilattico (PLA) e l'acido poliglicolico (PGA), che si degradano completamente nell'organismo in 6-24 mesi. Questi materiali, inizialmente sviluppati per le suture chirurgiche, hanno trovato applicazione rivoluzionaria nella cardiologia interventistica grazie alla loro biocompatibilità superiore.